6 milioni e 300 milioni euro, quelli sborsati fin qui per sostenere la gestione del club. Fin. costituita nell’aprile dello scorso anno, ha sostenuto finanziariamente evitando che i 114 anni di gloriosa storia biancorossa venissero cancellati da un fallimento che era veramente ad un passo, a causa della gravissima situazione debitoria generata dalla scellerata gestione di Sergio Cassingena. Dopo 12 lunghissimi e nefasti anni di gestione Cassingena, il sereno forse tornerà a splendere sui nostri amati colori. Una nuova squadra, che probabilmente dovrà rinunciare a pedine importanti come Raicevic, Galano, Ebagua, Moretti e forse Adejo, ma potrà contare sul ritrovato entusiasmo dei tifosi, che da tempo speravano in una nuova proprietà. Insomma, tutto compreso, un’operazione da una decina di milioni di euro, con pagamento diluito nel tempo. I rosanero sono ormai consolidati ai piani medio-alti e puntano all’Europa, ma il 20 settembre al “Barbera” per due/terzi del match non si notano le differenti ambizioni: sono gli etnei a passare a metà primo tempo con un’iniziativa personale di Corona che “ubriaca” di finte Zaccardo e poi trafigge Agliardi; i padroni di casa pareggiano immediatamente con la loro bandiera Giovanni Tedesco e in avvio di ripresa si portano sul 2-1 con un tiro da lontano di Simplicio sul quale è evidente la complicità di Pantanelli; combina una frittata peggiore Agliardi, il quale venti minuti dopo non addomestica di petto un assist tentato da Mascara e fa carambolare il pallone in rete; passano solo due minuti ed il Palermo si riporta in vantaggio con rigore trasformato da capitan Corini, chiudendo poi i giochi con Amauri, tra le proteste catanesi (i padroni di casa avevano proseguito l’azione nonostante Mascara fosse rimasto a terra a seguito di un contrasto a centrocampo); le successive reti di Barzagli e Spinesi fissano il risultato sul 5-3. Non c’è il tempo di riprendersi dalla delusione perché incombe il turno infrasettimanale, nel quale è previsto l’altro derby, quello col Messina: al Massimino si vive un’altra serata altalenante, col Catania che nella ripresa rimonta l’iniziale vantaggio di Floccari grazie alla premiata ditta Mascara-Spinesi, ma perde il proprio numero 10, che viene espulso per doppia ammonizione dopo il momentaneo 1-1 per essersi tolto la maglietta; bastano pochi minuti ai giallorossi per siglare il definitivo 2-2. Seguono due trasferte contro squadre del calibro di Fiorentina ed Inter: in entrambe si torna a casa sconfitti, ma a San Siro si sfiora il colpaccio e si raccolgono i consensi della critica, grazie all’eurogol di Mascara e al rigore parato da Pantanelli al “Jardinero” Cruz.
Il Porto ha eliminato la Roma negli spareggi 2016/17 pareggiando 1-1 in casa e imponendosi 3-0 all’Olimpico. Fu chiaro dall’inizio che non potevano essere loro due ad avere le risorse per provare a condurre in porto la trattativa, ma parevano avere alle spalle personaggi facoltosi. Ore 14.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Alle 19 passate da due minuti, Alfredo Pastorelli e il figlio Nicola, Marco Franchetto e Stelvio Dalla Vecchia, si sono affacciati dal terrazzo dello studio notarile D’Ercole per comunicare ai circa cento tifosi in strada che il passaggio di proprietà da Finalfa Srl., detentrice del 92% delle quote azionarie del Vicenza, a Vi.Fin. Dopo aver militato nella scuola calcio della FBC Veloce 1910 (SV), nel 1990 venne notato ed ingaggiato dal Genoa, che lo inserì nella sua squadra primavera. Insieme agli ex compagni di squadra Beto, maglie real madrid 2025 Kevin Gameiro e Vitolo condivide il record di vittorie di Europa League. Un accordo annunciato come faraonico («Il più grosso accordo mai firmato sia dall’Arsenal che da Puma») e che in 5 anni dovrebbe portare nelle casse degli inglesi circa 180 milioni di euro: un record fino alla recentissima firma fra Adidas e Man Utd.
Il Blackburn, per esempio, ha adottato le maglie a strisce basate sulla squadra degli ex allievi del Malvern College, una delle scuole dove si era sviluppato il calcio. Non si scherzava. Capi e Capetti, rigida struttura piramidale parlavano e spesso scrivevano usando lo stretto piemontese, lingua ufficiale , tutti ben allineati militarmente, passavano attraverso la dura scuola degli Allievi Fiat di Corso Dante , che li forgiava a suo modo, poi tutti in stabilimento. E per quanto riguarda i soci che avrebbero potuto affiancare Dalle Rive se ne trovarono alcuni disposti ad entrare, ma il numero non fu ritenuto sufficiente per coprire l’intera operazione.Così Cunico, con la delega a vendere, ha continuato a cercare all’estero potenziali investitori, ma i viaggi e i contatti prima con il vicepresidente del Fenerbahce in Turchia e poi soprattutto con i rappresentanti di una finanziaria di Ginevra in Svizzera finirono in un nulla di fatto dopo estenuanti tira-molla.All’estate del 2014, ed è cronaca recente, risale il polverone creato dalla trattativa condotta dall’avvocato scledense Roberto Atzeni per conto dell’ex presidente del Varese Antonio Rosati, condotta però da Danilo Preto e all’oscuro di Cunico e Gallovich, negata in un primo momento da Finalfa, poi costretta invece ad ammetterla a fronte delle rivelazioni dell’avvocato Atzeni.
Già domani verrà nominata la convocazione dell’assemblea ordinaria e straordinaria che provvederà a nominare il nuovo consiglio d’amministrazione, che voterà il nuovo presidente; facile prevedere che il cda sarà composto da Marco Franchetto, GianLuigi Polato, Stelvio Dalla Vecchia, Leonardo Adamo ed Alfredo Pastorelli, con quest’ultimo che sarà presidente del Vicenza calcio. Fin. avendo accettato e condiviso la proposta di Alfredo Pastorelli. Da parte dell’amministrazione comunale c’è la massima disponibilità a collaborare, lavorando insieme per riportare il Lane ai vertici del calcio, come meritano i tifosi biancorossi».I tifosi hanno salutato il passaggio di testimone come l’uscita da un tunnel. «Oggi (ieri,ndr ) c’è stato il passaggio di consegne alla guida del Vicenza Calcio, un patrimonio della città e della comunità vicentina che va difeso e tutelato. Ma alle porte c’è anche la nuova stagione, con i documenti per l’iscrizione al prossimo campionato da presentare entro metà giugno, e una nuova rosa da mettere a disposizione di Franco Lerda, che la scorsa settimana è stato riconfermato alla guida del Vicenza. Di certo c’è una distanza abissale rispetto alla cifra alla quale il Vicenza venne venduto dall’Enic undici anni e mezzo fa.